lunedì 22 giugno 2009

POLICLINICO UMBERTO I: Montaguti faccia i nomi e si dimetta



Sull’Umberto I occorre prendere il coraggio a due mani ed immaginare la nuova struttura, senza continuare a buttare i soldi in un pozzo senza fondo, con un direttore generale come Ubaldo Montaguti a sovranità limitata, visto che a prendere le decisioni continua ad essere l’Università mentre i soldi ce li mette la Regione Lazio. Se Montaguti si sente bersaglio di un complotto, ha ragione la Fials a chiedergli di fare un ulteriore passo. Che faccia i nomi e si dimetta.


Sul Policlinico Umberto I se ne sono già viste delle belle, come l’inaugurazione di un anno fa delle gallerie ipogee ancora incomplete e versanti in uno stato di evidente incuria. Oggi, all’indomani del blitz delle Fiamme gialle, solo gli ingenui possono prestare fede alle rassicurazioni del vice presidente della giunta regionale, Esterino Montino, sull’esistenza di un piano di restyling con cui il Policlinico rinascerà.

La verità è che l’immagine malandata ed insicura dell’Umberto I è lo specchio di come Marrazzo e company hanno gestito fino ad oggi la sanità a Roma e nel Lazio.

Luigi Celori

mercoledì 17 giugno 2009

Caro Marrazzo, con i rifiuti non è il momento di giocare ai quattro cantoni



E’ imbarazzante l’immobilismo della Giunta Marrazzo sul problema dei rifiuti nel Lazio. La differenziata non decolla, rimane al palo attestandosi ad una percentuale del 12%. Il presidente Marrazzo perde così una delle sue sfide e l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata entro il 2010 diventa una chimera . Questo accade mentre le discariche sono sull’orlo dell’esaurimento. Con una situazione del genere, non è difficile immaginare che da qui a breve la nostra regione non sarà più in grado di smaltire la spazzatura. Questa gestione “tartaruga” ci porterà solo all’emergenza vera e propria, lasciandoci una pesante eredità quando saremo noi a governare la Regione Lazio.


Abbiamo solo perso inutilmente 4 anni. Un bilancio negativo che ci ha fatto paradossalmente tornare indietro. La questione rifiuti andava affrontata a tempo debito con interventi immediati circa la realizzazione di altri termovalorizzatori, uno al servizio di Rieti e Viterbo e uno per la Provincia di Latina.

Caro Marrazzo, con i rifiuti non è più il momento di giocare ai quattro cantoni.


Roma, 17 giugno 2009


venerdì 12 giugno 2009

No a smantellamento laboratorio analisi di via del Mare a Pomezia


Siamo alle solite. Si vorrebbe smantellare una struttura pubblica, il laboratorio dell’Asl RmH di via del Mare a Pomezia, perfettamente funzionante dotata di strumentazioni all’avanguardia che, per giunta, continua ad essere integrata con nuovi macchinari e che oggi effettua più di 100 prelievi al giorno. Si continua a pensare a nuovi appalti e nuove gare con la scusa di de localizzare altrove cose che si possono fare nel pubblico senza spendere altre risorse.


Ho incontrato il personale, altamente specializzato e motivato che difende, non il proprio posto che non perderebbe comunque, ma il proprio lavoro al servizio della gente, in un’area dove questa è l’unica struttura pubblica per la quale non paghiamo affitti, visto che gli uffici della Asl a Pomezia ci costano oltre 400.000 euro l’anno. 3 tecnici, 4 medici, di cui uno a tempo determinato, sono convinti di essere in grado, non solo di continuare a lavorare per le analisi del territorio, ma anche di altri comuni, se necessario senza ulteriori costi. Nessuno crede alla favoletta del maggior costo degli esami effettuati nelle strutture perché, fermo restando che i costi fissi rimarrebbero tali, l’unica spesa è quella dei reagenti, che mi auguro costino uguale in tutte le strutture del Lazio. A chi si vuole dare l’appalto per i trasporti? Vogliamo continuare a vedere i tecnici rincorrere per i laboratori le provette dei propri pazienti? Quanto bisogna spendere per organizzare un nuovo laboratorio di analisi altrove? È ora di farla finita, la nuova dirigenza dell’RM H pensi piuttosto a terminare i lavori di ampliamento della struttura, che non voglio vedere morire, visto che insieme ad altri colleghi del territorio, me ne sto occupando da più di 10 anni. Almeno potremmo concentrare lì anche gli altri uffici, ma soprattutto potremmo dotarla di un vero punto di pronto soccorso con relativo eliporto, visto che a tutt’oggi, fatta eccezione per la clinica S.Anna, che svolge il suo lavoro in maniera encomiabile sul territorio con personale medico e paramedico di prim’ordine, non c’è altro.

Da lunedì cominceremo con il Sindaco una mobilitazione permanente anche sul posto, coinvolgendo l’utenza, per evitare che sull’altare delle speculazioni e del profitto, si continuino a sacrificare strutture pubbliche e a mortificare un territorio già fortemente penalizzato.

Luigi Celori

venerdì 5 giugno 2009

Concorso Regione Lazio: Prova preselettiva autentica selezione o grande “trappolone”?


O i nostri i giovani sono quasi tutti incapaci di rispondere alle domande (tipo, la maschera di carnevale Brighella di quale città è originaria, Modena, Torino, Bergamo) o ci potrebbe essere un grande “trappolone”?

La prova preselettiva, con 50 quesiti in 50 minuti e solo 3 risposte possibili sarà stata un’autentica selezione? Se si considera che per escluderne una basta il buonsenso e sulle altre due c’è il 50% di possibilità di centrarle, possibile che nel concorso per l’area economica finanziaria su 5.180 domande solo 64 partecipanti sono risultati idonei, e su l’altro per l’area amministrativa su 12.141 solo 85? Per partecipare, ogni candidato ha dovuto pagare 10,33 euro più la commissione bancaria per il bonifico che poteva arrivare fino a 7,50 euro, più gli svariati disagi per la documentazione. Finita la prova, dopo un’ora erano già stati esaminati i test, ed il giorno dopo è uscita la graduatoria su internet. Anche se nel bando avevano già previsto che non potevano essere dichiarati idonei un numero di candidati superiore a tre volte i posti messi a concorso, quali sono stati i criteri adoperati?

Mi rifiuto di credere che solo in così pochi hanno risposto in modo corretto a tutte le domande, allora come siamo arrivati a questo risultato? Considerando che ci sono ancora 76.835 domande da valutare per 74 posti, e quindi solo uno su mille forse ce la farà come certamente suggeriva Morandi nella sua canzone, pretendiamo che a prevalere sia realmente il merito. Finora, l’unico dato inconfutabile sono i 972.528 euro che ha incassato la Regione Lazio più i 400 mila circa che hanno incassato le banche.
Luigi Celori