mercoledì 18 novembre 2009

SNERVANTI ATTESE NEI PRONTO SOCCORSO


Snervarti ore di attesa al pronto soccorso, con pazienti che spesso avrebbero bisogno di un controllo medico immediato, sono spesso causate da un codice assegnato sulla base di una fugace dichiarazione del paziente e, quando va bene, con un controllo da parte del personale paramedico che non ha l’abilitazione professionale per esprimere una diagnosi. Succede troppo spesso che si attribuisca un codice colore errato e che il paziente, stanco dell’attesa, torni a casa senza essere visitato.
Una sanità diversa deve sicuramente partire da un funzionamento migliore dei pronti soccorsi. La presenza di un medico che in prima istanza possa stabilire con criterio il codice da assegnare al malato, può far riacquistare la fiducia nelle istituzioni sanitarie nonché tutelare meglio la salute pubblica. Su questa proposta si può lavorare per rendere più efficiente il nostro sistema sanitario.

E’ necessario un cambio di rotta. Occorre tagliare gli sprechi, investire sulla prevenzione, informatizzare le prestazioni sanitarie, valorizzare i medici di famiglia, per poi passare ai presidi territoriali dislocati sul territorio in maniera strategica che possano fare da filtro per i pronti soccorsi per le tante strutture di eccellenza che abbiamo nella nostra regione. Proposte tutte che fanno parte della bozza di riforma del sistema sanitario che presenteremo ai cittadini.
Luigi Celori

giovedì 5 novembre 2009

REDDITO MINIMO GARANTITO


DOVE SONO LE GRADUATORIE?


Sul sito della Provincia di Roma dovevano essere pubblicate a partire da oggi, ma delle graduatorie sul reddito minimo garantito non c’è neanche l’ombra. Da Cinecittà a Dragoncello passando per Torre Angela la risposta dei centri per l’impiego è unanime: forse si saprà qualcosa a fine mese. Le province di Rieti e Frosinone invitano gli utenti a richiamare, mentre sul sito della provincia di Viterbo si comunica che appena disponibili si pubblicheranno online le graduatorie, di cui però non c’è ancora traccia.
E mentre sui blog prosegue si erge la protesta di tanti precari e disoccupati, l’ass. Tibaldi si fa paladina a Milano della legge istituiva di un sussidio che dovrebbe garantire le fasce deboli ma su cui le istituzioni non sanno che pesci prendere e fanno scaricabarile.
Il fatto è che si continua a rimandare perché i fondi proprio non ci sono. Non è così che si tutelano le categorie deboli, così si prendono in giro solo i cittadini.

LUIGI CELORI