Marrazzo parla di rivoluzione copernicana per quanto riguarda il nuovo Piano sanitario, ma si tratta di calma piatta. Del resto proprio la mancanza d’azione ha contraddistinto questi quattro anni e mezzo di amministrazione del centrosiniostra in Regione Lazio.
Questo piano sanitario è un libro dei sogni da utilizzare unicamente come clava con il Governo nazionale che finora è stato fin troppo tollerante nei confronti del centrosinistra regionale asservita ai poteri forti, a cominciare dalla casta dei direttori generali che utilizzano presunte competenze solo per tutelare non si sa bene quali interessi. Chiediamo con forza una sanità diversa che veda al centro i legittimi interessi dei malati e non quelli delle case farmaceutiche e di un mondo sindacale corporativo che, invece di valorizzare le tante professionalità, ha favorito e coperto solo raccomandati. Al contrario, bisogna cominciare dalla valorizzazione del ruolo dei medici di famiglia, per poi passare a presidi territoriali dislocati sul territorio in maniera strategica che possano fare da filtro per i pronti soccorsi per le tante strutture di eccellenza che abbiamo nella nostra regione.

La rivoluzione copernicana di marrazzo si è visto in che direzione si è arrestata. Speriamo che la sanità della nostra regione possa migliorare, se puoi fare qualcosa falla davvero!!!
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